martedì 16 ottobre 2018

Il panettone ... con le farine di un tempo (le farine di Umberto)

Il panettone.



English versionPer chi volesse discutere di questa ricetta, o avere chiarimenti in merito, metto qui il link al forum dove ci appoggiamo io ed altri esperti.

Si il panettone, quello che ad oggi tutti cercano di fare più carico di burro, più carico di tuorli, con più zucchero, con più sospensioni, con più di ogni cosa.... dimenticandosi di quelli che dovrebbero essere i veri sapori.

Si i veri sapori, in primis quelli della farina. La farina, che tutti ormai cercano sempre più forte, con sempre più glutine, con sempre più additivi e miglioratori.
Si perché ormai nessuno guarda più a come è fatta una farina, ma solo al W e al P/L. Come se fossero le uniche due cose importanti di una farina. Dimenticandosi, oppure non volendolo sapere proprio, come viene fatta una farina, come viene coltivato il grano, con quale cura vengono realizzati i prodotti che ogni giorno costituiscono la base della nostra alimentazione, senza voler sapere la provenienza dei grani con cui viene fatta la pasta, il pane, i biscotti o i cracker che mangiamo.
Per questo motivo da qualche anno sto invertendo la tendenza, cerco di prendere prodotti sempre più naturali possibili e possibilmente anche locali, coltivati nelle zone di pertinenza a Roma, adattando la cucina a quello che il territorio ci offre e non il contrario.

Grazie anche ad Umberto che ogni giorno ci mette anima e cuore, ogni giorno sabato e domenica compresa, perché la natura non lo sa che è domenica e che è il giorno in cui ti dovresti riposare.

Ed ecco perché ho deciso di realizzare il panettone proprio con le farine di Umberto, proprio per sfatare il mito che per fare il panettone servono farine super tecniche, farine che vengono dall'altra parte del mondo o da posti più remoti dell'EurAsia.

Per riscoprire i sapori di un tempo, basta appunto rispolverarli. Ecco come si fa.
Propongo la ricetta in due varianti.
La prima è in lievitazione mista, ovvero si usa lievito madre e lievito di birra in contemporanea.
E' facile da fare e si può fare in una giornata. Per chi è alle prime armi con il lievito madre è perfetta.
Non richiede grandi preparazioni del lievito madre ed è sempre un sicuro successo.
Unica pecca è che il lievito di birra tende ad asciugare leggermente l'impasto e la durevolezza del prodotto finale è più corta. Ma il risultato è eccezionale comunque.

La seconda invece è la classica ricetta del panettone a lievitazione naturale.

PANETTONE A LIEVITAZIONE MISTA

Lievitazione mista
Lievitino
30 g di farina
30 g di acqua
3 g di lievito di birra fresco o 1 g secco

1° Impasto
203 g di farina abbondanza
51 g di acqua
56 g di lievito naturale
71 g di zucchero
71 g di tuorli
57 g di burro

2° Impasto
51 g di farina
6 g di acqua
70 g di zucchero
33 g di tuorli
3 g di sale
70 g di burro

Aromi
99 g di uvetta
141 di arancia candita
zeste di una arancia
Zeste di un limone
Vaniglia

Procedimento
Si parte facendo un rinfresco al lievito madre (almeno uno va fatto!!!!) e si pone a lievitare a 27 °C. Dopo circa due ore, si prepara il lievitino (un poolish) con il lievito di birra e si pone a lievitare anche questo a temperatura ambiente. Dopo circa due ore il lievitino dovrebbe essere pronto, in contemporanea con il lievito madre. Il poolish si riconosce che è pronto quando comincia a collassare al centro.

Versare tutta le farine nella ciotola insieme all’acqua e al lievito madre ed unire anche il lievitino.

Avviare la macchina e far formare una palla liscia ed uniforme. Se l’impasto lo richiede, ovvero se dopo un paio di minuti non comincia a legare ma rimane ancora grumoso, unire circa un terzo dei tuorli a disposizione.

Effettuare la prova del velo per verificare l’incordatura.

Se l’impasto ha legato perfettamente, unire il secondo terzo dei tuorli e la metà dello zucchero.

Quando entrambi sono stati assorbiti e l’impasto ha ripreso corda, unire il resto dei tuorli insieme al resto dello zucchero.

Infine unire il burro in 3 volte, attendendo che sia stato completamente assorbito prima di unire il successivo.

A questo punto prelevate una pallina di impasto e mettetela in un contenitore trasparente per verificare l'effettiva crescita. Fate un segno sul contenitore dove arriva l'impasto appena inserito, ed un segno che indichi la crescita in volume del triplo (1+2).
Mettere a lievitare il primo impasto alla temperatura di 27° C.

L’impasto a lievitazione mista impiegherà circa 4 ore a raggiungere il triplo. Se non ha raggiunto il triplo durante le 4 ore, attendere fino al raggiungimento del triplo del volume iniziale.

Nel frattempo prepariamo la massa aromatica ed ammolliamo l’uvetta

Lavare molto bene l’uva passa, risciacquandola anche 4 o 5 volte. Lasciare in ammollo per circa 30-60 minuti. Quando l’uvetta sarà ben idratata, scolare e riporre in un recipiente chiuso. Volendo potete aromatizzarla in questa fase con qualche liquore, io ad esempio la aromatizzo con crema di limoncello e liquore all'arancia.

Grattare le zeste (scorza esterna) di arancia e limone, prendere circa 30-40 g di canditi dal complessivo della ricetta e tritateli a coltello finemente, prendere 30 g di burro e mettere tutto sul fuoco fino ai primi sfrigolii. Spegniamo il fuoco e versiamo il composto in un recipiente. Riponiamo il tutto in frigorifero a solidificare.

Quando il primo impasto è pronto, riporre il contenitore in frigo per circa 45 minuti, in modo che il primo impasto cali di temperatura.

Prepariamo nel mentre gli ingredienti del secondo impasto e riponiamoli in frigorifero o in freezer perché siano ben freddi al momento dell’utilizzo.

-----
Mettiamo il primo impasto in macchina insieme a tutta la farina e lasciamo girare fino a che non ha ripreso bene la corda. Effettuiamo sempre la prova del velo per verificare che la massa abbia una buona incordatura.

Inseriamo il primo terzo di tuorli insieme ad un terzo dello zucchero. Attendiamo sempre che sia stato sempre tutto assorbito facendo attenzione a non perdere la corda dell’impasto.

Continuiamo così fino a finire i tuorli e lo zucchero.

Quando è stato tutto assorbito inserire il sale.

Prendere il burro e dividerlo in tre parti, inserire un terzo per volta attendendo sempre che il precedente sia stato assorbito.

Quando tutto il burro è assorbito, poniamo la macchina alla minima velocità e inseriamo gradualmente le sospensioni, prima l’arancia candita e poi l’uvetta.

Quando entrambi gli ingredienti sono stati amalgamati, fermare la macchina ed estrarre l’impasto dalla ciotola.

Sarebbe consigliabile mettere l’impasto a maturare in frigorifero per 12-18 ore.
Se si sceglie questa strada estrarre l'impasto dal frigorifero ed attendere circa 90 minuti che torni a temperatura ambiente.

Dividiamo l'impasto nelle pezzature necessarie. Solitamente si mette circa un 5% in più di impasto rispetto alla capacità del pirottino (se da 1 kg metteremo 1050 g di impasto).
Effettuiamo a questo punto una prima pirlatura dell'impasto.Effettuare una seconda pirlatura e mettere a lievitare a 26 °C con l’80% di U.R. (Umidità Residua).

Quando l’impasto arriva al bordo, accendere il forno a 170 °C.

Lasciare nel mentre il panettone scoperto in modo che formi una pellicina sulla parte superiore.

Incidere, scarpare ed infornare il panettone.

Per la pezzatura da 500 g circa 45 minuti a 160-170 °C.

Per la pezzatura da 1000 g circa 55-60 minuti a 160-170 °C.

Sfornare a 95 °C al cuore o fare la prova stecchino. Sfornare quando lo stecchino è asciutto.

Inforcare il pirottino alla base e mettere ad asciugare il panettone a testa in giù per almeno 12 ore.
Se non si mette a testa in giù a raffermare la struttura, la massa collasserà su se stessa.

Insacchettare e lasciare chiuso per minimo 3 giorni in modo che gli aromi si sviluppino appieno.


PANETTONE A LIEVITAZIONE NATURALE


Lievitazione Naturale
1° Impasto
220 g di farina abbondanza
63 g di acqua
83 g di lievito naturale
77 g di zucchero
77 g di tuorli
62 g di burro

2° Impasto
55 g di farina abbondanza
19 g di acqua
61 g di zucchero
25 g di tuorli
3 g di sale
62 g di burro

Aromi
96 g di uvetta
138 g di arancia candita
Zeste di una arancia
Zeste di un limone
Vaniglia

Procedimento
Versare tutta le farine nella ciotola insieme all’acqua e al lievito madre.

Avviare la macchina e far formare una palla liscia ed uniforme. Se l’impasto lo richiede, ovvero se dopo un paio di minuti non comincia a legare ma rimane ancora grumoso, unire circa un terzo dei tuorli a disposizione.

Effettuare la prova del velo per verificare l’incordatura.
Se l’impasto ha legato perfettamente, unire il secondo terzo dei tuorli e la metà dello zucchero.
Quando entrambi sono stati assorbiti e l’impasto ha ripreso corda, unire il resto dei tuorli insieme al resto dello zucchero.
Infine unire il burro in 3 volte, attendendo che sia completamente assorbito prima di unire il successivo.

A questo punto prelevate una pallina di impasto e mettetela in un contenitore trasparente per verificare l'effettiva crescita. Fate un segno sul contenitore dove arriva l'impasto appena inserito, ed un segno che indichi la crescita in volume del triplo (1+2).
Mettere a lievitare il primo impasto alla temperatura di 27° C.

L’impasto a lievitazione naturale impiegherà circa 12 ore a triplicare il suo volume. Se durante le 12 ore non è ancora triplicato, attendere fino a che non abbia raggiunto il triplo, pena un ritardo nei tempi di lievitazione del secondo impasto.

Nel frattempo prepariamo la massa aromatica ed ammolliamo l’uvetta

Lavare molto bene l’uva passa, risciacquandola anche 4 o 5 volte. Lasciare in ammollo per circa 30-60 minuti. Quando l’uvetta sarà ben idratata, scolare e riporre in un recipiente chiuso.

Grattare le zeste (scorza esterna) di arancia e limone, prendere circa 30-40 g di canditi dal complessivo della ricetta e tritateli a coltello finemente, prendere 30 g di burro e mettere tutto sul fuoco fino ai primi sfrigolii. Spegniamo il fuoco e versiamo il composto in un recipiente. Riponiamo il tutto in frigorifero a solidificare.

Quando il primo impasto è pronto, riporre il contenitore in frigo per circa 45 minuti, in modo che il primo impasto cali di temperatura.

Prepariamo nel mentre gli ingredienti del secondo impasto e riponiamoli in frigorifero o in freezer perché siano ben freddi al momento dell’utilizzo.

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Mettiamo il primo impasto in macchina insieme a tutta la farina e lasciamo girare fino a che non ha ripreso bene la corda. Effettuiamo sempre la prova del velo per verificare che la massa abbia una buona incordatura.

Inseriamo il primo terzo di tuorli insieme ad un terzo dello zucchero. Attendiamo sempre che sia stato sempre tutto assorbito facendo attenzione a non perdere la corda dell’impasto.

Continuiamo così fino a finire i tuorli e lo zucchero.

Quando è stato tutto assorbito inserire il sale.

Prendere il burro e dividerlo in tre parti, inserire un terzo per volta attendendo sempre che il precedente sia stato assorbito.

Quando tutto il burro è assorbito, poniamo la macchina alla minima velocità e inseriamo gradualmente le sospensioni, prima l’arancia candita e poi l’uvetta.

Quando entrambi gli ingredienti sono stati amalgamati, fermare la macchina ed estrarre l’impasto dalla ciotola.

Mettere a puntare l'impasto in cella a 31 °C per circa un’ora.

Spezzare l’impasto nelle porzioni desiderate ed effettuare la prima prilatura.

Lasciate circa 20-30 minuti all’aria scoperto per far formare la pelle, dare una seconda pirlatura, effettuare la chiusura e mettere nel pirottino a lievitare a 27 °C in cella di lievitazione, con un 80% di U.R. (umidità residua).

Quando l’impasto arriva ad un centimetro dal bordo, accendere il forno a 170 °C.

Lasciare nel mentre il panettone scoperto in modo che formi una pellicina sulla parte superiore.

Incidere, scarpare ed infornare il panettone.

Per la pezzatura da 500 g circa 45 minuti a 160-170 °C.

Per la pezzatura da 1000 g circa 55-60 minuti a 160-170 °C.

Sfornare a 95 °C al cuore o fare la prova stecchino. Sfornare quando lo stecchino è asciutto.

Inforcare il pirottino alla base e mettere ad asciugare il panettone a testa in giù per almeno 12 ore.
Se non si mette a testa in giù a raffermare la struttura, la massa collasserà su se stessa.

Insacchettare e lasciare chiuso per minimo 3 giorni in modo che gli aromi si sviluppino appieno.

Se si intende mantenere il prodotto per lungo tempo, vi consiglio di dare una spruzzata con dell'alcool buongusto o del rhum o della vodka per evitare la formazione delle muffe.

Infine ecco le foto di tutto il procedimento.
 Incordatura del primo impasto

Prova del velo del primo impasto a lievitazione mista



Prova del velo del primo impasto a lievitazione naturale



Inserimento delle sospensioni


Massa pronta per essere porzionata


Prima pirlatura fatta

Massa a lievitazione naturale pronta


Tutti in cella a lievitare a 27 °C



Impasto a lievitazione mista in cottura


Panettoni appesi a testa in giu a raffermarsi.
 Panettone a lievitazione naturale cotto ed imbustato






Interno e mollica.


Pizza alla pala e in teglia con prefermento

Pizza alla pala e in teglia con prefermento



La pizza ti viene buona?
Sei soddisfatto dei risultati raggiunti?
Ogni volta riesci a riprodurre sempre lo stesso tipo di pizza?
I commensali ti fanno i complimenti perché è la pizza più buona che abbiano mai mangiato?

Se hai risposto si a tutte queste domande, bene, è giunto il momento di cambiare. :D
Se hai risposto no a qualcuna delle suddette domande, perfetto, questo post cade a cecio! :D

Insomma l'avete capito, anche io non sono mai soddisfatto del risultato raggiunto, ma non perché non mi piaccia quello che realizzo, perché sono curioso di provare qualche nuovo metodo per avere risultati sempre più sorprendenti.
E devo dire che con questo metodo molto semplice ci sono riuscito.
L'ho sperimentato varie volte a casa, varie volte in alcune pizzerie e varie volte in alcuni seminari. Beh il risultato è stato eclatante.
Sempre al top, poco controllo e poco sbattimento. Che poi è quello che cerco in tutte le cose che faccio.
Il metodo è semplice, lineare e garantisce degli ottimi risultati, riproducibili in qualunque condizione

Naturalmente per realizzare questa preparazione ho utilizzato la farina dell’Azienda Agricola Di Pietro. Mi trovo talmente bene con loro, ma non per le farine, proprio per le persone carine e cordiali quali sono, che è difficile che cambi. Ed anche le farine naturalmente sono qualcosa di fantastico.

La realizzazione prevede

  1. impasto del prefermento
  2. maturazione del prefermento in frigo (16-24 ore)
  3. impasto finale


Da dopo l’impasto si possono predere due strade.
Strada 1 - Utilizzo immediato

  1. lascio riposare 1 ora
  2. staglio e formo i panetti
  3. metto in contenitori a misura
  4. riposo di circa 2-4 ore a seconda della TA
  5. cottura e degustazione



Strada 2 - Riposo ulteriore in frigo

  1. staglio e formo i panetti
  2. metto in contenitori a misura
  3. riposo di circa 12-24 ore in frigorifero a 4 °C
  4. ultima lievitazione a TA per circa 2 ore massimo (in frigo avranno già lievitato)
  5. cottura e degustazione


Io trovo il secondo metodo veramente comodo, i panetti sono pronti in frigo e posso utilizzarli nel giro di 2 ore, oppure li metto in forno a 38 °C con il 95% di U.R. (Umidità Residua) e li utilizzo nel giro di circa 30 minuti.

Qualunque strada pensiate di intraprendere andrà bene e verrà fuori un prodotto eccezionale.

Per la cottura vi consiglio di usare teglie in ferro blu ed impostare la temperatura del forno (se ve lo permette) a 300 gradi.

Adesso veniamo alla ricetta.

Le dosi sotto riportate si riferiscono a due teglie 30x40 per un panetto da 600 g per ogni teglia.

Prefermento
493 Farina Abbondanza (W300 circa)
296 acqua fredda 4 °C
3,3 di ldb di birra fresco

N.B. Se il vostro frigo non fredda bene, riducete a 2,5 g il ldb
Inserite tutto in macchina e avviate a media velocità. Una volta incordato spegnete. Ci vorranno circa 8-10 minuti
Cerca di uscire abbastanza freddi con l’impasto del prefermento. Una volta terminato mettetelo in un contenitore leggermente unto e chiuso a maturare il frigorifero.

Impasto
194 Farina abbondanza
13 Olio
210 Acqua
20 Sale
1,3 Ldb
Tutto il prefermento

Si inserisce in macchina il prefermento, la farina, il sale e il lievito. Si unisce poco più di metà dell’acqua e si lascia lavorare fino a che non è completamente incordato.
quando è incordato, si unisce metà dell’acqua rimanente.
Una volta assorbita l’acqua va inserito l’olio.
Come l’olio si è assorbito inserite l’ultima acqua, se l’impasto la può assorbire, chiudete e a questo punto potete seguire una delle due strade indicate sopra.

Io ho stagliato e formato subito i panetti, riposti in contenitore e messi in frigorifero a finire di lievito-matuarare.

Se li dovete utilizzare subito, consiglio di non stringere troppo i panetti.

Se scegliete la strada del frigo, io ho fatto doppia pirlatura prima di riporli in frigo in modo che i panetti fossero molto stretti.

I risultati sono i seguenti.
Ho utilizzato 600 g di impasto per le teglie 30x40 e 900 g di impasto per le teglie 30x60.















mercoledì 3 ottobre 2018

Panini da buffet - al latte o all'olio


Panini da buffet - Al latte o all'olio


Mi capita spesso di fare i panini. I bambini ne vanno matti, per merenda alla mattina o al pomeriggio, come accompagno del pranzo o spesso usatissimi anche per le festicciole.

Ecco, sono i classici panini all’olio o al latte, quelli che trovi in panificio ma che hanno tutti lo stesso sapore.

Per ovviare a questo “problema” ne ho fatte due versioni.

Una classica dei panini al latte, ed una dei panini all’olio.

Vengono molto molto simili come risultato finale, morbidissimi, si sciolgono in bocca, e ne mangeresti dodici di fila.

Si possono fare in versione al latte, all’olio ed anche vegana.

Ma veniamo alla ricetta. Ho usato come ormai di consueto le farine di Umberto.

Panini al latte

Panini al latte
Peso Totale Impasto (PTI)1000
Total Formula
Ingredienti%gr
Farina Totale100,00%506
Farina Abbondanza100,00%506
Acqua23,50%119
Latte23,50%119
Sale2,00%10
Licoli24,00%121
Burro9,00%46
Tuorli5,00%25
Zucchero4,55%23
Strutto6,00%30
Totale197,55%1000

L’ordine di inserimento degli ingredienti è sempre il medesimo.
Farina, acqua, latte e licoli. Si fa incordare per bene fino alla strutturazione completa del glutine (prova del velo). Se necessario si aggiunge un pochino di tuorlo.
Successivamente si inseriscono i tuorli, con lo zucchero ed il sale e si attende nuovamente che sia tutto perfettamente incordato.

Infine si unisce prima il burro e poi lo strutto, attendendo sempre che sia stato assorbito prima il burro e poi lo strutto.

A questo punto si lascia puntare in massa per un paio d’ore, fino ai primi cenni di lievitazione.

Se si sceglie la strada del frigo, si ripone il contenitore in frigo per almeno 12 ore.

Altrimenti bisogna attendere che la massa abbia raggiunto almeno 1,5 volte il suo volume iniziale.

Si spezza l’impasto in pezzature da circa 50 grammi per i panini da buffet, o da 25-30 g se volete proprio i bacini, oppure in pezzature da 90-100 g se volete i buns da hamburger.

Si formano le palline e si mettono a lievitare su di una placca da forno rivestita di carta da forno.

Bisogna attendere che le palline abbiano almeno raddoppiato il loro volume.

A questo punto si prende un piccolo contenitore e si sbattono gli albumi avanzati con del latte e si spennella la superficie.
Panini all’olio

I panini all’olio sfruttano un’altra tecnica per rimanere morbidissimi.

Si inserisce nell’impasto la patata lessa e la sua acqua di cottura ricca di amidi.

Se poi volete fare come me, che congelo i panini, inserite un 2% di farina di riso rispetto al totale della farina della ricetta. Ad esempio per questa dose, ho inserito circa 10-15 g di farina di riso.

Ho usato un mix di farina di grano tenero e di grano duro per ottenere una maglia più fine e regolare.

Lessate le patate in precedenza e mettete via parte della sua acqua di cottura, che userete come acqua per idratare l’impasto.

Scolate le patate e lasciatele freddare. E’ consigliabile usarle fredde di frigorifero così come la loro acqua di cottura.

Panini all'olio
Peso Totale Impasto (PTI)1000
Total Formula
Ingredienti%gr
Farina Totale100,00%492
Farina Abbondanza69,70%343
Semola rimacinata Duilio30,30%149
Acqua35,00%172
Sale1,82%9
Lievito Madre22,73%112
Olio EVO9,09%45
Tuorli5,00%25
Zucchero4,55%22
Patate lesse25,00%123
Totale203,19%1000

Per strutturare l’impasto si usa sempre la stessa tecnica.

Si mette in vasca tutta la farina, il lievito madre (solido in questo caso), le patate lesse, la sua acqua di cottura al posto dell’acqua normale e si fa incordare, facendo la prova del velo per vedere se l’impasto è strutturato correttamente.

Si inseriscono successivamente i tuorli, lo zucchero ed il sale e si fanno assorbire.
 
Per ultimo si inserisce l’olio d’oliva.
Si lascia puntare anche questo in massa attendendo circa un paio d’ore prima di metterlo di in frigo. Si fa riposare per minimo 12 ore a 4 °C.

Altirmenti si attende che abbia raggiunto una volta e mezzo il suo volume iniziale.

Si tira fuori dal frigo, si porzional’impasto in porzioni da circa 50 g, 20-30 g per i bacini, 100 g per i buns da hamburger.

Si pirla l’impasto e si preparano le palline, mettendole a lievitare su una placca da forno ricoperta di carta da forno.

Si deve attendere che anche questi raddoppino.

Quando sono pronti, si spennellano con latte ed albumi sbattuti.

Si infornano a 180-200 °C con forno statico per circa 17-20 minuti.

Quando sono dorati si sfornano e si lasciano freddare.

Io li surgelo come sono tiepidi.












mercoledì 26 settembre 2018

Batuffolo alle pesche e cioccolato bianco - "Piccoli" lievitati da colazione


Forse più che piccoli avrei dovuto usare il termine leggeri, anche se dall'aspetto esterno sembra un panettone a tutti gli effetti!

Si tratta di un lievitato da colazione, una brioche, che può essere formata a forma di panini, o di quello che preferite, io ho usato lo stampo da panettone.

E' un impasto molto semplice, un impasto diretto che nel mio caso ha impiegato 18 ore per lievitare a temperatura ambiente (ca. 22 °C). Se potete inseritelo nel forno di casa con la lucina accesa o se la avete in cella di lievitazione a 26-27 °C.

Unica nota è che il lievito non deve avere alcun sentore di acidità, pena un pessimo sapore nel lievitato finale che rimarrà in bocca, dato le lunghe ore di lievitazione.

Per l'impasto ho usato la farina abbondanza dell'Agricola di Pietro, ha un W300 massimo. Quindi non servono farine super forti.

Per prima cosa va preparata la pasta di pesche.
Di questo periodo si trovano le ultimissime pesche decenti, ma potete farlo anche con altra frutta che si abbina bene al cioccolato bianco.

Pasta di pesche
250 g di succo di pesca
200 g di zucchero
100 g di polpa di pesca
40 g di amido di riso
8 g di agar agar

Mettere tutto in un pentolino e portare a bollore, mescolare fino a che non si addensa e spegnere.
Invasare in vasetti sterilizzati e se non la usate subito, mettete sopra la pasta un pochino di rum o altro liquore per farla mantere.
Si conserva in frigo per qualche mese.

Per 1 kg di impasto circa.
Ingredienti
340 g di farina abbondanza
85 g di latte
100 g di lievito madre
85 g di uova
85 g di zucchero
120 g di cioccolato bianco
100 g di pasta di pesche
85 g di burro
3 g di sale
15 g di miele
vaniglia q.b.

La metodologia di impastamento è sempre la medesima.

Si inserisce in macchina la farina, il lievito madre, il latte, le uova, il sale, lo zucchero e si lascia incordare per bene.
Quando l'impasto ha un'ottima struttura allora si procede con i successivi inserimenti.
Si inserisce la pasta di pesche, il miele ed il burro per finire. Naturalmente prima di inserire l'ingrediente successivo, bisogna attendere che il precedente sia perfettamente assorbito e che l'impasto abbia ripreso corda.
Una volta completato l'impasto, si ripone su di un piano di legno per circa un'oretta ad asciugare. Si eseguono poi due o tre pirlature dell'impasto, si porziona, si pirla di nuovo dopo 15-20 minuti e si ripone negli appositi stampini.
Ponete gli stampini a lievitare in un luogo caldo. Eventualmente aiutatevi con un contenitore con acqua bollente per far aumentare la temperatura dove riponete a lievitare e per favorire la lievitazione.
Quando la cupola sporge dal bordo, e i lati arrivano a 2 cm dal bordo, inserite in frigorifero per circa due ore.
Accendete il forno a 170 °C con un pochino di vapore ed inserite in forno.
La forma da 500 gr cuoce per circa 45 minuti, quella da 1 kg tra i 50 e i 55.

Prima di estrarlo dal forno, fate la prova stecchino come con il ciambellone.

Quando lo sfornate, inforcate e ponete a riposo a testa in giù per 12 ore.


Rosette soffiate - Le rosette a tutta biga



Per realizzare le rosette ho usato una ricetta di giorilli che ricalca quella delle ciabatte.
L'impasto prevede una biga del 95% sulla farina, la pezzatura a 100 grammi per ogni rosetta e una idratazione del 52% circa. Io ho fatto leggermente di più perché la biga e la farina non assorbivano tutta l'acqua, quindi sarò arrivato al 55-58%. Questo è dovuto al fatto che uso delle farine macinate a pietra che contengono anche delle parti cruscali, quindi hanno un'assorbimento più alto. Sono le farine dell'Azienda Agricola Di Pietro. In particolare ho usato la farina abbondanza, che è una farina di grano tenero di varietà ormai dismesse, che ha una forza massimo di W300, ma un glutine e un'assorbenza di ottima qualità.

Ingredienti BigaFarina Abbondanza (W300) 906
Acqua 399
Lievito 9,1
Totale 1314

La biga deve rigorosamente maturare a temperature basse, per cui la regola è di 24 ore a 18 °C o 16 ore a 21 °C. Non avendo una cella fermabiga a casa l'ho fatta maturare per 14 ore a 21-23° gradi circa, non oltre per evitare la marcescenza. Andando incontro all'inverno sarà più facile far maturare la biga alla temperatura adatta.
Si completa l'impasto con:

Ingredienti ImpastoBiga 1314
Farina Abbondanza (W300) 48
Acqua 97
Lievito 3,3
Sale rosa 19
Malto 10
Lecitina di soia (opz) 10
Totale 1490

Se si usa la lecitina di soia metterla in ammollo 30-60 minuti prima di usarla e frullarla prima di immetterla nell'impasto.

Una volta completato l'impasto, l'ho porzionato in pezzi da 100 grammi cadauno.
Invece di cilindrarlo e formarlo nella spezzatrice, come avviene in panificio, ho effettuato la formatura come per i panini e l'ho pirlato.
Lasciato riposare circa 40-60 minuti fino al rilassamento, coperto con della pellicola o qualcosa che eviti l'essiccamento.
Ho effettuato la forma classica della rosetta, utilizzando l'apposito stampo in metallo. Una volta stampate le rosette vanno rovesciate, ovvero la parte stampata va verso il basso. Quando sarà il momento di infornarle vanno capovolte di nuovo.
Lasciato riposare altri 40-60 minuti e cotto in forno F1.
Qui sono venuti i dolori.
Devo ancora imparare ad usare bene l'F1 per cuocere il pane. Sarà forse anche colpa della pietra che sta troppo attaccata alla resistenza, indi per cui mi si sono bruciate sotto.
Platea a 250° e cielo spento. Acceso a 250 gli ultimi 3 minuti. cottura fatta in circa 13 minuti.

Ecco il risultato.

Rosette "stampate" e rovesciate sotto sopra



martedì 19 giugno 2018

Prove di alta idratazione


Prove di alta idratazione

Ovvero come portare una farina al limite



L'altro giorno avevo un eccesso di lievito liquido da smaltire.
Era in frigorifero rinfrescato da 24 ore alla maniera di emma.

Avevo circa un kg di farina integrale da smaltire. quindi che ci faccio?

Ingredienti:250 g rimacinata di grano duro saragolla
100 g di farina di mais
650 g di farina integrale di grano tenero varietà abbondanza
250 g di licoli
28 sale
950 g di acqua fredda

ho messo tutta la farina insieme al licoli e a 700 g di acqua nell'impastatrice e impastato per 5 minuti.
Ho lasciato riposare circa un'ora, dopo la quale ho cominciato di nuovo la fase di impastamento ed aggiunto il sale e la restante acqua.

Mi sono fermato una prima volta ma l'impasto era ancora duro. Alché sono andato avanti ad aggiungere acqua e pesato alla fine l'impasto totale.
ho portato il tutto ad una idro dell'89%.

Come dicevo era un test, avevo inizialmente calcolato una idro all'80%, ma volevo vedere dove potevo arrivare.
Questo è l'impasto quando è uscito dalla macchina


Fatto questo ho cominciato a fare una serie di pieghe in per rafforzare la struttura.
Questo è al secondo giro di pieghe

Alla terza piega ho diviso l'impasto, fatto la preforma e poi la formatura finale.

Una delle pagnotte l'ho tesa troppo e la maglia non ha più retto, con la conseguenza che una pagnotta è venuta più brutta dell'altra.

Ho spolverato i cestini con della cruca (è quella segatura che vedete intorno al pane)
Ho messo nei banneton a riposare e dopo 2 ore in frigorifero per circa 44 ore.

Ho tirato fuori dal frigo e messo direttamente in forno.
F1 p134HA scaldato a 300 gradi sopra e sotto.
Sfornato dopo circa un'ora.

Devo ancora imparare a gestire bene la cottura con l'F1, questo mi si è cotto troppo sotto e poco sopra.
O meglio, la crosta non è venuta spessa come avrei voluto sopra, la resistenza o troppo violenta ancora.

Tagliato da caldo quello più brutto per fare subito un test

Il test è risultato positivo, anche se lo preferisco con olio e sale e due pomodorini sopra


Questo è l'altro filone.


Insomma, in conclusione.
Il sapore è ottimo, la farina di mais non si sente per nulla.
Come prova di resistenza è stata ottima anche se me lo sarei aspettato più arioso.
E' pur vero che ho spinto parecchio con l'idro ed anche il lievito non era in formissima.
comunque ci riproverò!